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REPORTAGE DA BERLINO

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Pensieri di GILLY SEPHIRA



Reportage da BERLINO



Mostra Fotografica di GILLY SEPHIRA


9 Febbraio - 29 Marzo 2008
VERSO POINT VIMERCATE Via F. Crispi 12 Vimercate


29 Marzo 2008
Biblioteca Civica Città di Vimercate P.za unità d'Italia




LA FORMA


Ho scelto Berlino come soggetto, perche’è una citta’ in cui le forme sono messe in risalto e non solo a livello architettonico.

Partiamo da queste forme contrastanti per dare espressione e per arrivare a questa mia riflessione.


Una mattina qualunque, una sera prima del tramonto dopo una giornata di lavoro, e come ingrediente una luce più forte del solito.

La luce che ha tutta l’intenzione di esaltare forme e ombre, senza quei veli che nella condizione normale portano alla falsa omogeneizzazione, al grigiore illusorio.

Una costruzione quasi assoluta, talmente è curata per ingannare e far credere all’infinità di ciò che di infinito non ha nemmeno l’immaginazione.

Un momento di luce intensa che mostra quanto sia finto ciò che si vede e le foglie degli alberi sembrano fatte di una sostanza sconosciuta, non esiste una prospettiva e nemmeno un abile fotografo saprebbe giocare con la profondità di campo, perché ora non esiste più.

Una mano dentro di noi sembra volersi protendere verso questo disegno, come per squarciarlo, come fosse uno dei cartelloni pubblicitari sui pannelli ormai cartonati dalla pioggia e dalla luce che asciuga.

Per quanto possa essere grandioso e meraviglioso il processo di manifestazione non si riesce a nascondere un certo malessere, quale è la sensazione di essere ingannati nel momento in cui si vive nel corpo, costretti a vedere ciò che si ha davanti ogni giorno come se fosse lì per coprire dell’altro, qualcosa che si percepisce essere fondamentale da raggiungere.

La mano però è come bloccata e, come conseguenza della totalità che invade il momento di non-spazio e non-tempo, il cervello va in tilt e cessano gli sforzi di afferrare la percezione con l’intelletto.

E’ inutile indugiare nel cercare di carpire qualcosa di natura troppo diversa dalla parola e dall’intelletto.

La Verità dietro alle forme.

Non ci si può certo fermare quando si cominciano ad avvertire determinate sensazioni e nemmeno continuare a rendere assolute le forme, credendo che siano il fine e l’inizio di tutto, senza comprendere che a conti fatti con consapevolezza, sono tutte espressioni della medesima cosa.

La forma come illusione per eccellenza, ci si aggrappa a questa cosa che prima o poi è destinata a morire. 

Severità.

Un messaggio importante che può anche cambiare la vita di una persona non ha come parte fondamentale il mezzo, ma ciò che è, il concetto che porta, qualcosa che vera coscienza e ragione riescono a intendere, mentre l’intelletto è ancora a chiedersi il perché quelle cose siano state dette da una persona, piuttosto che da un’altra.

Ovviamente non sono solo le persone i mezzi, tutte le forme assolvono a questa funzione, perché è nella loro natura essere mezzo , il corpo umano è forse l’esempio più calzante vista la sua completezza.

Se si cura soltanto la forma-sintomo non si estirpa il male, ma si ritarda soltanto una ulteriore manifestazione, ma finché si nega l’esistenza della radice in ogni cosa che accade credendo realtà solo quello che appare, si rimarrà confinati in uno stadio che non è erroneo, ma incompleto.

Nel regno della Mente sono consolidate forme-pensiero, la sostanza sembra essere più duratura, ma anch’esse conosceranno la morte .

Questo è il primo vero cancro, ma anche amata schiavitù da cui dipendiamo e da cui deriva tutto lo scempio pesante che si manifesta anche nel corpo.

Ci si dovrebbe stupire davanti al potere della mente e dell’immaginazione, delle quantità di forme che sono state concepite per rappresentare la Verità, perché sarebbe espressione della varietà umana, della percezione umana, ma invece non si riconosce per nulla questo fatto, il principio viene cestinato come se fosse una perversa superstizione, ma la superstizione, come la guerra, nascono dalla forma …


La Casa è oltre tutto questo.


Gilly Sephira
(Verderio Cristina)

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